giovedì 1 ottobre 2009

Incontro del 30.09.2009 - A voce alta (The Reader)

Alto numero di partecipanti all'incontro di settembre e anche questa volta tutti i avevano letto il libro per intero, fino all'ultima pagina, quindi i casi sono due: o stiamo prendendo più seriamente il gruppo di lettura, o siamo stati fortunati nello scegliere i titoli!
A voce alta è uno di quei libri che fa riflettere ed è stato molto interessante ascoltare gli aspetti che ciascuno ha colto di questa storia. La discussione inizialmente si è incentrata sulla trama e soprattutto sui personaggi e sulle motivazioni dei loro gesti. I protagonisti sono stati molto criticati, perché non sono personaggi positivi a cui ci si può affezionare e hanno avuto entrambi la loro parte di colpa nello svolgersi della vicenda. Poi si è parlato anche dello stile, perché qualcuno non ha apprezzato il modo di scrivere di Schlink, troppo asciutto e distaccato. A chi invece questo aspetto è piaciuto, sosteneva che è lo stile adeguato a trattare delle tematiche così pesanti. Poi l'intervento di Helga è stato fondamentale per contestualizzare il romanzo. Helga ci ha spiegato che negli anni '60-'70 le giovani generazioni in Germania hanno dovuto affrontare la stessa situazione del protagonista di questo libro: trovarsi davanti una persona (un familiare, un insegnante, un vicino di casa, oppure - come nel libro - un amante) che fino a un attimo prima sembrava la persona più simpatica e buona del mondo, e scoprire all'improvviso che ha un passato legato al nazzismo e ai campi di concentramento. Questo era un problema fortemente sentito, quindi non è del tutto avventato affermare che l'autore con questo libro ha voluto scattare un'istantanea di quella situazione. Ovviamente tutto questo poteva saperlo solo una persona nata e vissuta in Germania in quel periodo, quindi siamo grati ad Helga per averci illustrato questo aspetto che ci ha consentito di vedere il romanzo sotto un'altra ottica. Infine si è parlato dell'analfabetismo e ci si è chiesti se l'analfabetismo possa essere considerato una scusante a determinati comportamenti. Pare infatti che la critica letteraria tedesca abbia accusato Schlink di usare l'analfabetismo per giustificare i comportamenti della protagionista e, di riflesso, il nazzismo. Il Gruppo di lettura di Ziano su questo aspetto dissente.
Terminata la discussione sul libro abbiamo degustato la fantastica torta portata da Emiliana e siamo poi passati al secondo argomento della serata: le gite del gruppo di lettura. Confermata per sabato 10 ottobre la gita a Brescello, mentre la gita in una capitale europea si farà nell'anno nuovo ma è ancora tutto da decidere.
[Maria Teresa per il Gruppo di lettura]

5 commenti:

Maria Teresa ha detto...

Ho scritto il resoconto subito il giorno successivo all'incontro perché la discussione è stta particolarmente ricca e avevo paura di perdermi qualcosa. Ho cercato di riassumere quelli che secondo me sono stati i punti cardine della serata, se ho dimenticato qualcosa, aggiungetelo voi nei commenti...

Helga ha detto...

Bene, sono contenta se la mia testimonianza è stata utile al gruppo. Se devo dire la verità, ero un pochino nervosa prima del incontro di mercoledì sera. Avevo proposto io questo libro di Schlink e temevo che forse la storia era un po' troppo "tedesca"... Poi invece ho notato che tutti l'avevano letto con interesse. Ognuno, naturalmente, aveva la sua visione/interpretazione dei fatti raccontati e dei protagonisti di questa storia. Era una serata molto interessante - ma questo si è già capito dal bel resoconto scritto da Maria Teresa :) Grazie!

Lina ha detto...

E' stata una di quelle serate non particolarmente 'confusionarie'... eravamo presenti quasi tutti, e quindi in un numero considerevole, ma abbiamo discusso del libro in una maniera quasi distaccata, a mio avviso, come nel libro la descrizione dei fatti e degli avvenimenti è stata distaccata... ringrazio Helga, per l'esposizione della realtà in quel periodo, sò che per lei non è stato emotivamente semplice... dopo la sua spiegazione tutto è risultato più chiaro... a mio avviso è stata una serata sobria, anche perchè il tema trattato è un tema che ancora lascia ammutoliti, e senza parole...

Helga ha detto...

Dimenticavo prima: qualcuno (credo che era Claudia) avevo chiesto di altri libri di questo autore. Io di Schlink ho letto (oltre a questo) solo la trilogia di gialli che come protagonista hanno Gerhard Selb, anziano investigatore privato con un passato molto problematico (era magistrato/procuratore durante il regime nazista).
Qui sotto vi metto un testo che forse può interessare:

La recensione de L'Indice:
"A sei anni dall'eclatante successo del romanzo A voce alta , Schlink chiude con questo giallo la trilogia dedicata alle indagini del detective privato Gerhard Selb. Il lettore viene coinvolto in una vicenda poliziesca alla Dürrenmatt, nella quale filtrano tuttavia temi complessi quali la vecchiaia e il rapporto dei tedeschi con la loro storia. All'ormai settantenne, umanissimo e ironicamente malinconico Gerhard Selb viene affidato quello che lui ritiene sia l'ultimo caso. La piccola banca privata Weller & Welker, per poterne citare il nome in un opuscolo celebrativo, lo incarica di identificare un socio occulto che aveva contribuito al suo risanamento finanziario fino agli anni della Grande guerra. Selb, ex magistrato ai tempi del Terzo Reich, divenuto nel dopoguerra semplice detective per espiazione, metterà a nudo le ambigue vicende della Weller & Welker: dall' epoca dell'imperialismo guglielmino e delle ferrovie in Messico fino alle estromissioni degli ebrei dagli utili finanziari durante il nazismo. Ma Schlink non si ferma qui. Anche la riunificazione e il difficile rapporto tra Wessi e Ossi fanno da sfondo alla vicenda attraverso una storia di riciclaggio di denaro sporco connesso con la mafia russa. Il romanzo giallo si fonde dunque con quello storico, del resto è lo stesso Selb a dirci che "gli storici e i detective fanno la stessa cosa, vanno cioè alla ricerca di verità nascoste". E, come nella storia, anche qui la giustizia non trionfa mai del tutto, data l'universale, inestricabile mescolanza di colpa, innocenza e complicità. La corresponsabilità dei personaggi rispetto alla storia tedesca è già per altro presente nei titoli originali della trilogia ( Selbs Betrug , Selbs Justiz e Selbs Mord ), ai quali manca solo la lettera "t" per significare autoinganno, autogiustizia e suicidio; così come all'alterego orientale di Selb, il sedicente figlio illegittimo K. H. Ulbrich, manca solo la "t" finale per avere lo stesso cognome del primo presidente della Ddr. Autore dal ritmo incalzante e ricco di colpi di scena, Schlink diverte fornendo un affresco della società tedesca di oggi, figlia della sua intricatissima storia.
Giorgio Kurschinski"

renato ha detto...

E' vero, è stata una bella serata. Non siamo mai andati fuori tema.
Per chi conosce poco la germania della mia generazione, quelli nati durante o subito dopo la guerra, non è facile capire al volo che l'autore sta, in qualche modo , facendo i conti con la storia.
Moltissimi tedeschi nati negli anni tra il 40 e il 60 si sono scoperti un padre, un parente, un vicino che aveva preso parte, magari attivamente agli orrori del nazismo. E quasi sempre alle richieste di spiegazioni,alle domande che verrebero a chiunque.. si è, magari,sentito rispondere che "oramai è acqua passata" o addirittura che quel periodo è "stato un bel periodo".
E' chiaro che questa generazione cerchi e chieda altre risposte.
Schlink, in " a voce alta" non ne da risposte. Pone domande, e che domande.
Il gruppo di lettura, l'altra sera, qualche risposta l'ha data.
..ed è stata una serata interessantissima. Visto il momento storico-politico che stiamo attraversando noi italiani, dopo queste serate ci si allarga il cuore....
Alla prossima.
renato