domenica 5 febbraio 2012

Incontro del 25.01.2012 - Middlesex

Primo incontro dell'anno e primo libro del nuovo ciclo di letture. Devo dire che quando ho proposto questo libro di Eugenides avevo un po' di timore in quanto è uno scrittore pressoché sconosciuto e poi l'argomento trattato poteva creare dei pregiudizi. Quindi è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che invece il libro è piaciuto a tutti e che tutti hanno saputo cogliere gli stessi aspetti positivi che ci ho trovato io. Il personaggio protagonista di questo libro nasce con una malformazione agli organi genitali, il che fa di lui un ermafrodito. Alla nascita, il medico non se ne accorge, perciò Callie crescerà come una ragazza. La sua natura si scoprirà soltanto quando è ormai adolescente in seguito ad un incidente. Venuta a sapere di dover subire un'operazione per la riassegnazione dell'identità sessuale, Callie scappa e assume l'identità maschile di Cal e dopo varie peripezie inizierà la sua vita da uomo trovando il proprio equilibrio e una collocazione nel mondo.L'argomento viene trattato in modo molto scientifico, delicato e mai morboso. Inoltre questo libro non è solo la storia di Callie/Cal ma è la saga di tutta la sua famigila, partendo dai nonni (che poi sono loro ad avere nel sangue la tara genitica che si manifesterà in Callie), fuggiti dalla Grecia negli anni '20 ed emigrati in America. Si parla della guerra Greco-Turca e dello sterminino degli Armeni, vengono narrati dettagli sullo sviluppo della città di Detroit e la storia si arricchisce via via di personaggi e avvenimenti, trasformandosi così in un romanzo molto ricco. Qualcuno infatti si è lamentato del fatto che il libro è troppo lungo e che alcuni episodi (come per esempio la compagnia di scuola che muore durante una rappresentazione teatrale, oppure le vicende del cognato "guru") potevano essere eliminati senza togliere nulla alla storia. Interessanti i meccanismi narrativi usati dall'autore. Il suo stile è quasi da romanzo storico ottocentesco ed unito al racconto in prima persona. Se avesse narrato in terza persona ci sarebbe stata molta confusione con un protagonista che prima è una "lei" e dopo diventa un "lui". Su questo aspetto bisogna ringaziare l'intervento di Elaine che si è documentata e ha citato un'intervista di Eugenides relativa a questo romanzo. Ci resta il dubbio su quanto ci sia di personale nelle storie raccontate in questo libro. Io non credo che Middlesex sia un romanzo autobiografico, ma non credo neanche che Eugenides si sia inventato tutto. Dato che lui è uno scrittore di origine greca, sicuramente avrà preso spunto dalle vicende di qualche suo antenato o da qualche storia che gli è stata raccontata.Il prossimo mese cambiamo completamente ambientazione e periodo storico, andiamo nella Russia Ottocentesca di "Oblomov". Arrivederci dunque al 29 febbraio.
(Maria Teresa per il Gruppo di Lettura)

7 commenti:

Helga ha detto...

Middlesex per me era un libro strano - nel senso: senza il gruppo di lettura non l'avrei mai letto. Non conoscevo neanche l'autore.
E per dire la verità: la tematica (la problematica dell'ermafrodita) prima non mi interessava moltissimo. Invece una volta iniziato a leggerlo (e qui devo ringraziare il GDL e in particolare Maria Teresa che ha proposto questo libro) mi ha preso quasi subito. Mi ha preso prima di tutto per il racconto "storico", il conflitto turco-greco e lo sterminio degli armeni. Ma poi anche per tutto il resto.
Sì, è vero, in parte era troppo "logorroico", troppo lungo, forse si potevano risparmiare 100 o anche più pagine. Ma tutto sommato questo romanzo era scorrevole ed intrigante.
Non dico che Middlesex era uno dei libri più belli che abbia letto in questi ultimi anni, ma uno dei più interessanti sicuramente. Mi è venuta voglia di leggere altri libri di questo autore - e mi sembra già una cosa molto positiva.

Maria Teresa ha detto...

È vero Helga, Eugenides è uno scrittore poco conosciuto. Io l'ho scoperto perché ne ho sentito parlare su un forum e da lì mi sono incuriosita. È anche un autore che scrive molto poco (3 libri in 18 anni) ma la bellezza dei suoi libri vale sicuramente l'attesa. Le tematiche che tratta non sono mai scontate e ha un modo di scrivere che a me piace molto: semplice e diretto, senza tanti sottintesi e senza fronzoli che complicano il piacere della lettura. Non vedo l'ora di leggere il suo ultimo libro (uscito alla fine del 2011), "La trama del matrimonio"... attendo che esca in versione economica ;)

Helga ha detto...

Maria Teresa, ma tu hai Le vergini suicide di Eugenides? E se sì, potresti prestarmelo?

Maria Teresa ha detto...

Sì ce l'ho ma l'ho dato a Daniela che poi lo doveva passare a Patrizia M. Vediamo se mercoledì prossimo lo riportano...

Lina ha detto...

Eccomi!
un pò tardi, ultimamente sono un pò 'uccel di bosco', mercoledi 29, salvo imprevisti ci sono... pur non avendo letto il libro per mancanza di tempo... Bhè tornando a questo, idem come per Helga l'autore mi era sconosciuto e la tematica non mi interessava particolarmente... invece ho apprezzato il libro, certo a volte è un pò prolisso, ma spiega bene la tematica, e le sensazioni del protagonista, e anche la parte storica si colloca benissimo, grazie MT per la proposta di lettura.

Maria Teresa ha detto...

Io Oblomov l'ho finito appena in tempo, ho letto le ultime pagine ieri ma... prevedo un ricco banchetto stasera... ;)

Helga ha detto...

Eheh, invece il banchetto non era tanto ricco- Anche io mi aspettavo un sacco ti torte e biscotti, ma alla fine ero l'unica che ha smesso di leggere Oblomov dopo 100 pagine. A tutti gli altri piaceva, anche se magari non l'avevano ancora finito...Imprevedibile il gusto letterario degli altri:)
Grazie MT per il secondo libro di Eugenides. Lo leggerò presto!