“Simpatico” e “divertente” erano forse gli aggettivi più
usati durante la discussione sul libro del mese di aprile. E in effetti, “La
mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrell è un libro allegro, spiritoso e
pieno di umore. L’autore inglese ci racconta i cinque anni che, da bambino, ha
trascorso con la sua famiglia a Corfù. È sull’isola greca che Durrell, futuro
illustre zoologo e naturalista, scopre il suo interesse e la sua passione per
gli animali, dagli insetti agli uccelli e i rettili fino ai mammiferi...
Durrell ci descrive i panorami
mozzafiato di Corfù, con i suoi argentei oliveti e le bellissime e bianchissime
spiagge che si immergono nel blu profondo dello Ionio. E naturalmente ci
presenta la sua eccentrica famiglia, appena giunta dalla grigia Inghilterra,
che accoglie noi lettori in una specie di “circo casalingo” dove non manca mai
il divertimento. Gerry, come l’autore viene chiamato in famiglia, è un
ragazzino curioso e impertinente, che ci racconta le sue scoperte naturalistiche
con un piacevole linguaggio colloquiale e molto comprensibile.
Il libro è uscito già negli anni
’50, ma ancora oggi è molto amato dai lettori in tutto il mondo. È un libro molto scorrevole, e sullo sfondo di interessanti
descrizioni della natura si snodano le vicende della strampalata ed eterogenea
famiglia Durrell che ricorda a tratti i Malaussène del francese Daniel Pennac.
“Mi piacciono le persone e le
famiglie anticonformiste” spiegava ad esempio Graziella durante il nostro
incontro perché il libro di Durrell le è piaciuto tantissimo. “Ridevo da sola
mentro lo leggevo” diceva e citava episodi come quello con gli scorpioni nella
scatola dei fiammiferi, il disastro durante il ricevimento o il quasi-incendio
della villa. Pure gli altri (Daniela, Elena, Elaine, Patrizia e la
sottoscritta) si sono divertite durante la lettura, anche se a qualcuna il
libro è sembrato un po’ troppo ripetitivo e a tratti persino noioso.
L’unica critica seria però veniva da
Renato. Pur confermando che i racconti di Durrell l’hanno fatto sorridere, ha
descritto il libro come “poco educativo, superficiale e con alcune inesattezze
scientifiche”. Secondo Renato chi ama veramente gli animali non li uccide (ad
esempio gli insetti) per fare collezione, non li cattura (il gufo, la
tartaruga) per portarli a casa ecc. Il vero naturalista, che vuole studiare gli
animali, lo può (e secondo Renato lo deve) fare benissimo in natura, senza
creare prigionieri o persino cadaveri. Su questo punto era d’accordo
soprattutto Patrizia.
Altra critica: la ricca famiglia
Durrell si comporta un po’ troppo da “Lord inglesi” mentre la popolazione
locale greca viene descritta (e trattata) un po’ troppo come servitori.
Insomma, pure essendo un libro
leggero e di evasione “La mia famiglia ed altri animali” ci ha stimolati tutti
ad una serena ed interessante discussione. Bella serata in bella compagnia.
Alla prossima!!!
(Helga per il Gruppo di lettura)