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lunedì 30 aprile 2018

Incontro del 26.04.2018 - Non lasciarmi

Secondo titolo di Ishiguro che leggiamo quest'anno e anche questa volta il neo Premio Nobel per la letteratura non ha mancato di fornirci spunti di discussione.
Questo libro tratta il tema della clonazione umana. I protagonisti vengono allevati presso un istituto in condizioni quasi "normali". Vengono vestiti, nutriti, istruiti, viene addirittura incoraggiato lo sviluppo delle loro doti artistiche e della creatività, ma una volta adulti dovranno "compiere il loro ciclo", ovvero iniziare a donare organi a coloro che ne faranno richiesta e potranno pagare per ottenere il trapianto.
La storia è narrata in modo molto pacato: il narratore non interviene mai con giudizi o opinioni personali che ci facciano capire quale sia il suo pensiero in merito, e la sua bravura consiste proprio in questo. Nel suo rimanere al di sopra delle parti, Ishiguro lascia al lettore la possibilità di farsi la propria idea sul tema della clonazione e di porsi tutti i dubbi etici e morali.
Gli aggettivi che abbiamo usato di più per descrivere il libro sono stati "emozionante" e "angosciante", mentre i dubbi e le domande suscitati dal pensiero che un domani potrebbe esistere una società che consente tutto questo, sono stati molteplici e la discussione è stata molto interessante.
Per la maggior parte dei presenti il libro è un capolavoro, una distopia molto più profonda di quella raccontata da Orwell in 1984. Qualcuno ha definito questo libro come "geniale".
Qualcun altro invece non è rimasto entusiasta, forse perché aveva troppe aspettative, e ha criticato lo stile troppo "asettico", che già avevamo riscontrato nel precedente romanzo.
Pur trattando tematiche diverse e pur essendo diversa l'ambientazione, abbiamo anche trovato una certa analogia tra i protagonisti di questo libro e il maggiordomo di "Quel che resta del giorno", ovvero l'accettazione della propria condizione, la mancanza di qualsiasi desiderio di allontanamento o di fuga, perché non si conosce altra realtà oltre a quella.
Sicuramente, con il gruppo o separatamente, non sarà l'ultimo libro di Ishiguro che leggeremo.

(Maria Teresa per il Gruppo di lettura)

domenica 4 marzo 2018

Incontro del 28 febbraio 2018 - Quel che resta del giorno



“Quel che resta del giorno” è il romanzo più noto di Kazuo Ishiguro (Premio Nobel per la Letteratura 2017) .  Protagonista e voce narrante: Mister Stevens, anziano e irreprensibile maggiordomo inglese di alto rango che durante un breve viaggio in macchina riflette sul suo passato, sul suo lavoro, sui suoi rapporti con colleghi e parenti.  

Lo stile di Ishiguro è elegante e controllato, a tratti quasi asettico. Il suo libro è un racconto magistrale di ricordi di una vita. Ogni pagina è piena di cose non dette, di sentimenti non espressi, di rapporti umani inesistenti, di occasioni perse. 

Con grande enfasi il maggiordomo spiega al lettore su quasi 300 pagine il suo concetto di fedeltà alla professione e al suo padrone. Parole come “dignità”, “discrezione” e “serietà”  sono i valori centrali e vengono elevati a livelli di abnegazione quasi monastica.

A tutti i partecipanti al nostro GDL di fine febbraio è piaciuto questo romanzo, anche se qualcuno l’ha trovato un po’ troppo “lento” nello stile e nella trama. Le interpretazioni del “personaggio Stevens” non erano uguali per tutti noi però. C’era chi vedeva Stevens, ormai arrivato alla “fine della giornata” (cioè: della vita) come figura tragica che ripensava ai grandi vuoti della sua triste esistenza. Chi invece si diceva convinto che l’anziano maggiordomo in fin dei conti era pienamente appagato dalla sua vita e soprattutto dalla sua brillante carriera professionale. La nostra discussione era, anche questa volta, vivace ed interessante. 

E visto che Kazuo Ishiguro, giapponese di nascita  ma inglese “di fatto” (vive sin da bambino a Londra), ci ha incuriosito molto, abbiamo deciso di leggere già in aprile un altro suo romanzo. Prima però il libro di marzo: “Infedele” di Ayaan Irsi Ali. 
Buona lettura! 
(Helga per il GDL "CoLibri")