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venerdì 2 ottobre 2015

Incontro di mercoledì 30 settembre - Ricordi di un angelo sporco



Con questo romanzo dello svedese Henning Mankell abbiamo iniziato un nuovo ciclo di lettura, un ciclo intitolato “Tra due mondi” (inteso anche come: tra due culture, due nazioni, due religioni etc.).  

“Ricordi di un angelo sporco”  racconta la storia di Hanna, ragazza svedese che ai primi del Novecento,  a causa della povertà,  deve lasciare la sua casa, la famiglia e persino il suo paese di nascita.  Si imbarca per l’Australia ma approda nel porto di una colonia portoghese in Africa (oggi Mozambico).  Lì Hanna erediterà , quasi per caso, un bordello con prostitute nere e clienti prevalentemente bianchi, diventerà una delle donne più ricche del paese e sparirà dopo un po’ senza lasciare traccia di se.  

A quanto pare questa parte della storia è vera, autentica. Perché Mankell si  basa su carte storiche trovate negli archivi di Lourenco Marques (oggi Maputo, capitale del Mozambico) che contengono le dichiarazioni fiscali di una giovane svedese nell’ Africa sud-orientale. Tutto il resto è “fiction”, pura invenzione. 

In  “Ricordi di un angelo sporco” la giovane Hanna vive in pieno le contraddizioni di una bianca in un mondo nero, di una che non si trova d’accordo con i meccanismi colonialisti ma non riesce neanche a far parte del “altro mondo”, quello degli indigeni. E’ una storia piena di razzismo e intolleranza, di paure e di sospetti, di violenza e di diffidenza,  di ”tutti contro tutti”.  

Il libro di Mankell non ha convinto tutti i partecipanti del nostro gruppo. Anche se (quasi) tutti l’hanno trovato “scorrevole” e nella maggior parte anche “gradevole”, le critiche non mancavano. A chi non piaceva il finale, a chi stava antipatica la protagonista, a chi tutta la storia sembrava “superficiale”  oppure troppo “semplicistica”. Una partecipante lo giudicava “stile telenovela”, un’altra “libro da vacanze in montagna” (che sarebbe di livello leggermente superiore a “libro da ombrellone”) e, pensando al  tema razzismo, diceva: “Mankell parla di un problema grosso,  ma lo fa a livello abbastanza basso.” 

Altri, tra cui la sottoscritta, hanno apprezzato questo romanzo per la quantità di spunti  che hanno colto dalla storia di Hanna e per le riflessioni sul tema apartheid e discriminazione suscitate. Io personalmente ho apprezzato anche lo stile secco e – in parte – distaccato scelto dallo scrittore, raccontando la storia quasi come spettatore neutrale ed indifferente, evitando così inutili moralismi e melensità.

Conoscendo la storia (e anche il presente) dell’Africa viene il sospetto che Mankell, che per buona parte dell’anno vive lui stesso a Maputo, ha scelto una storia di cento anni fa per denunciare (anche) la situazione attuale di quel “povero” continente,  dove le enormi ricchezze sono ancora in mano di pochi (spesso bianchi), e dove conflitti violenti sono spesso provocati da interessi economici da parte dei moderni “colonialisti” delle multinazionali.

Prossimo libro del ciclo “tra due mondi”: La figlia dell’aggiustaossa di Amy Tan. 

Ci vediamo a fine ottobre. Buona lettura!
(Helga, membro del Gruppo di Lettura CoLibri)

giovedì 4 novembre 2010

Incontro del 27-10-2010 - Scarpe italiane

All'incontro di ottobre abbiamo discusso di "Scarpe italiane" dello scrittore svedese Henning Mankell. Libro relativamente recente (pubblicato nel 2006) e fino ad ora sconosciuto alla maggior parte di noi. Per mesi e mesi è rimasto sullo scaffale dei nuovi arrivi in biblioteca senza che nessuno lo notasse. Menomale che Renato ha avuto la bella idea di proporcelo come libro del mese. È piaciuto a tutti ed è talmente ricco di personaggi e di situazioni che ha fornito tantissimi spunti di discussione. Ci siamo soffermati a lungo a discutere sui personaggi e sulle loro azioni, sul gelo che regna nel luogo in cui si svolgono le vicende e nell'animo dei personaggi, sulla stranezza e sulla varietà degli episodi narrati nel libro e addirittura sulla grafica della copertina (il GDL è anche multilingue, quindi sul tavolo c'erano edizioni italiane, tedesche e inglesi a confronto). Il protagonista è sicuramente il personaggio più controverso, quello che ci ha fatto più discutere e che ha suscitato anche sentimenti di antipatia, soprattutto per il modo vile in cui aveva lasciato la fidanzata. I personaggi femminili invece sono stati accolti tutti positivamente. Infine si è discusso a lungo delle "stranezze" di cui il libro è costellato ed era interessante vedere come a ciascuno fosse rimasto impresso un episodio in particolare: chi ricordava il formicaio, chi l'episodio del disseppellimento del cane, chi la figlia che esce dalla roulotte in accappatoio e scarpe rosse col tacco, e poi ancora l'episodio della vecchia trovata morta in casa, i bagni del protagonista nell'acqua gelida ogni mattina, le banalità che scrive sul suo diario, l'artigiano italiano che si è rifugiato nei boschi e vive producendo un unico preziosissimo paio di scarpe all'anno. Che poi è quello che dà il titolo al libro: è la metafora della vita vista come un paio di scarpe. Un buon paio di scarpe permette a chi le indossa di sentirsi a proprio agio nel mondo.
La serata si è conclusa con il taglio della torta di Elena, che ha voluto festeggiare con noi il suo compleanno.
Il prossimo appuntamento è il 9 di novembre per festeggiare il 5°compleanno del GDL con una bella pizza in compagnia, mentre il prossimo incontro è fissato per il 24 di novembre e parleremo del libro di Melania Mazzucco "Un giorno perfetto".
Come nuovo ciclo di letture si è deciso di scegliere una "seconda opera" di autori che abbiamo già letto in questi 5 anni. Sarà un ciclo breve, da marzo a giugno 2011, quindi 4 libri. Si invitano i partecipanti a presentare le loro proposte al prossimo incontro.
(Maria Teresa per il Gruppo di lettura)