Primo incontro dell'anno e primo libro del nuovo ciclo di letture. Devo dire che quando ho proposto questo libro di Eugenides avevo un po' di timore in quanto è uno scrittore pressoché sconosciuto e poi l'argomento trattato poteva creare dei pregiudizi. Quindi è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che invece il libro è piaciuto a tutti e che tutti hanno saputo cogliere gli stessi aspetti positivi che ci ho trovato io. Il personaggio protagonista di questo libro nasce con una malformazione agli organi genitali, il che fa di lui un ermafrodito. Alla nascita, il medico non se ne accorge, perciò Callie crescerà come una ragazza. La sua natura si scoprirà soltanto quando è ormai adolescente in seguito ad un incidente. Venuta a sapere di dover subire un'operazione per la riassegnazione dell'identità sessuale, Callie scappa e assume l'identità maschile di Cal e dopo varie peripezie inizierà la sua vita da uomo trovando il proprio equilibrio e una collocazione nel mondo.L'argomento viene trattato in modo molto scientifico, delicato e mai morboso. Inoltre questo libro non è solo la storia di Callie/Cal ma è la saga di tutta la sua famigila, partendo dai nonni (che poi sono loro ad avere nel sangue la tara genitica che si manifesterà in Callie), fuggiti dalla Grecia negli anni '20 ed emigrati in America. Si parla della guerra Greco-Turca e dello sterminino degli Armeni, vengono narrati dettagli sullo sviluppo della città di Detroit e la storia si arricchisce via via di personaggi e avvenimenti, trasformandosi così in un romanzo molto ricco. Qualcuno infatti si è lamentato del fatto che il libro è troppo lungo e che alcuni episodi (come per esempio la compagnia di scuola che muore durante una rappresentazione teatrale, oppure le vicende del cognato "guru") potevano essere eliminati senza togliere nulla alla storia. Interessanti i meccanismi narrativi usati dall'autore. Il suo stile è quasi da romanzo storico ottocentesco ed unito al racconto in prima persona. Se avesse narrato in terza persona ci sarebbe stata molta confusione con un protagonista che prima è una "lei" e dopo diventa un "lui". Su questo aspetto bisogna ringaziare l'intervento di Elaine che si è documentata e ha citato un'intervista di Eugenides relativa a questo romanzo. Ci resta il dubbio su quanto ci sia di personale nelle storie raccontate in questo libro. Io non credo che Middlesex sia un romanzo autobiografico, ma non credo neanche che Eugenides si sia inventato tutto. Dato che lui è uno scrittore di origine greca, sicuramente avrà preso spunto dalle vicende di qualche suo antenato o da qualche storia che gli è stata raccontata.Il prossimo mese cambiamo completamente ambientazione e periodo storico, andiamo nella Russia Ottocentesca di "Oblomov". Arrivederci dunque al 29 febbraio.
(Maria Teresa per il Gruppo di Lettura)