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mercoledì 11 febbraio 2015
Incontro di mercoledì 28 gennaio 2015 - Delitto e castigo
Anno nuovo programma di lettura nuovo. Il ciclo che abbiamo appena iniziato si intitola “Ciclo con delitto”, e l’abbiamo inaugurato con un classico della letteratura mondiale: “Delitto e castigo” di Fedor Michajlovic Dostoevskij.
Uscito nel 1866, questo ponderoso romanzo è sicuramente una delle opere più importanti della letteratura russa moderna. Dostoevskij stesso riassumeva la storia del suo libro così:
"È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura...".
I grandi temi elaborati da Dostoevskij in questo romanzo sono la ricerca di moralità e giustizia e la possibilità di affrontare il senso di colpa. E i partecipanti del nostro incontro di gennaio erano (quasi tutti) colpiti dalla profondità degli argomenti trattati in questa storia: dal concetto di sofferenza, dalle tante sfaccettature con cui vengono descritti i vari personaggi, i loro amori, la loro morale, la loro spiritualità.
Infine si è discusso del contesto sociale in cui Dostoevskij ha scritto questo romanzo. Perché – come ha sottolineato uno dei presenti al GDL - a differenza del suo grande connazionale Tolstoj (di cui in passato il nostro GDL ha letto niente meno che Guerra e pace ), Dostoevskij ci racconta in “Delitto e castigo” soprattutto la vita della povera gente. L’autore disegna un quadro chiaro delle condizioni sociali in San Pietroburgo del 19 ° secolo, sullo sfondo delle correnti politico-filosofiche “nuove” di quell’epoca: l’esistenzialismo, il comunismo, le idee rivoluzionarie per l’emancipazione dei servi della gleba, ma anche il concetto del “superuomo” che pochi anni dopo sarà tematizzato ampiamente da Friedrich Nietzsche.
(Helga per il Gruppo di lettura CoLibri)
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venerdì 26 febbraio 2010
Incontro del 24.02.2010 - Il maestro di Pietroburgo
Il libro della serata, scritto dal Permio Nobel J. M. Coetzee, racconta dello scrittore Dostoevskij che dal suo esilio di Dresda per debiti di gioco, ritorna a Pietroburgo dopo la morte dai contorni poco chiari del figliastro. Lo scrittore si stabilisce nell'appartamento che era stato del figliastro e ossessivamente ne insegue il fantasma per scoprire che cosa veramente gli sia capitato, indagando negli ambienti rivoluzionari di Necaev.
Se da un lato il libro è stato molto apprezzato da una appassionata lettrice di Dostoevskij come Michela, dall'altro lato abbiamo sentito il parere diametralmente opposto di Renato. Michela ha apprezzato che Coetzee cerchi di ricreare le atmosfere di capolavori quali "I demoni" e "Delitto e castigo", mentre Renato ha appunto deprecato queste caratteristiche sottolineando il fatto che Coetzee cerca addirittura di imitare lo stile del suo idolo Dostoevskij senza averne le capacità. Dal punto di vista di Renato "Il maestro di Pietroburgo" è un libro in utile.
In generale il libro è stato terminato da tutti anche se le atmosfere lugubri, l'angoscia, la morte, il rancore e il desiderio di vendetta che lo pervadono non rendono particolarmente piacevole e scorrevole la lettura.
Si è notato molto il desiderio, da parte di chi non è rimasto soddisfatto da questa lettura, di farsi spiegare le motivazioni per cui uno scrittore contemporaneo decida di scrivere una storia ambientata nella Russia di 150 anni fa con protagonista uno scrittore realmente vissuto.
Secondo Helga, la finalità di questo libro è quella di raccontare il ruolo di uno scrittore (Dostoevskij) in un Paese totalitarista (Russia) dal punto di vista di uno scrittore (Coetzee) che ha vissuto in un Paese totalitarista (Sud Africa). Il libro, se da un lato parla della situazione politica della Russia del tempo, dall'altro affronta la tematica dei sensi di colpa, di ciò che poteva essere e invece non è stato nel rapporto tra un padre e un figlio.
Altro punto su cui ci siamo soffermati era l'interrogativo in merito alla veridicità degli eventi raccontati. Alcuni episodi citati nel libro sono accaduti veramente (la deportazione in Siberia, l'esilio per debiti, le crisi di epilessia). Dostoevskij aveva davvero un figliastro ma non viene ucciso come si racconta nel libro. Necaev è un personaggio veramente esistito ma nella realtà non ha ucciso il figliastro di Dostoevskij per scopi politici.
Forse la lettura di questo libro avrebbe dovuto essere affrontata nel modo in cui ha fatto Elena che, non avendo mai letto nessun romanzo di Dostoevskij e non sapendo nulla della sua biografia, ha letto "Il maestro di Pietroburgo" semplicemente come la storia di un padre che perde un figlio.
Dato che il contenuto del libro è anche politico, l'ultima parte del dibattito si è incentrata appunto sulla politica, spaziando dalla Russia nichilista alla crisi economica attuale.
Poi finalmente abbiamo mangiato la buonissima torta portata da Daniela e parlato di argomenti più leggeri. Sono stati aggiunti 4 nuovi titoli al nostro programma di letture e abbiamo scelto la meta della prossima gita: Certosa di Pavia, 17 aprile 2010.
(Maria Teresa per il Gruppo di lettura)
Se da un lato il libro è stato molto apprezzato da una appassionata lettrice di Dostoevskij come Michela, dall'altro lato abbiamo sentito il parere diametralmente opposto di Renato. Michela ha apprezzato che Coetzee cerchi di ricreare le atmosfere di capolavori quali "I demoni" e "Delitto e castigo", mentre Renato ha appunto deprecato queste caratteristiche sottolineando il fatto che Coetzee cerca addirittura di imitare lo stile del suo idolo Dostoevskij senza averne le capacità. Dal punto di vista di Renato "Il maestro di Pietroburgo" è un libro in utile.
In generale il libro è stato terminato da tutti anche se le atmosfere lugubri, l'angoscia, la morte, il rancore e il desiderio di vendetta che lo pervadono non rendono particolarmente piacevole e scorrevole la lettura.
Si è notato molto il desiderio, da parte di chi non è rimasto soddisfatto da questa lettura, di farsi spiegare le motivazioni per cui uno scrittore contemporaneo decida di scrivere una storia ambientata nella Russia di 150 anni fa con protagonista uno scrittore realmente vissuto.
Secondo Helga, la finalità di questo libro è quella di raccontare il ruolo di uno scrittore (Dostoevskij) in un Paese totalitarista (Russia) dal punto di vista di uno scrittore (Coetzee) che ha vissuto in un Paese totalitarista (Sud Africa). Il libro, se da un lato parla della situazione politica della Russia del tempo, dall'altro affronta la tematica dei sensi di colpa, di ciò che poteva essere e invece non è stato nel rapporto tra un padre e un figlio.
Altro punto su cui ci siamo soffermati era l'interrogativo in merito alla veridicità degli eventi raccontati. Alcuni episodi citati nel libro sono accaduti veramente (la deportazione in Siberia, l'esilio per debiti, le crisi di epilessia). Dostoevskij aveva davvero un figliastro ma non viene ucciso come si racconta nel libro. Necaev è un personaggio veramente esistito ma nella realtà non ha ucciso il figliastro di Dostoevskij per scopi politici.
Forse la lettura di questo libro avrebbe dovuto essere affrontata nel modo in cui ha fatto Elena che, non avendo mai letto nessun romanzo di Dostoevskij e non sapendo nulla della sua biografia, ha letto "Il maestro di Pietroburgo" semplicemente come la storia di un padre che perde un figlio.
Dato che il contenuto del libro è anche politico, l'ultima parte del dibattito si è incentrata appunto sulla politica, spaziando dalla Russia nichilista alla crisi economica attuale.
Poi finalmente abbiamo mangiato la buonissima torta portata da Daniela e parlato di argomenti più leggeri. Sono stati aggiunti 4 nuovi titoli al nostro programma di letture e abbiamo scelto la meta della prossima gita: Certosa di Pavia, 17 aprile 2010.
(Maria Teresa per il Gruppo di lettura)
martedì 1 luglio 2008
Storia del gruppo di lettura dal primo incontro ad oggi
Il gruppo di lettura nasce il 12 ottobre 2005. I partecipanti erano 5 e durante quel primo incontro si è scelto il primo ciclo di letture e il giorno della settimana in cui incontrarsi.
Primo ciclo: La letteratura "al femminile"
Secondo ciclo: autori russi
Terzo ciclo: gli autori nordici
Quarto ciclo: gli autori francesi
Giro letterario d’Europa:
Negli ultimi due mesi abbiamo anche raggiunto il record di presenze: ben 10 partecipanti!!!
ATTIVITÀ VARIE:
Primo ciclo: La letteratura "al femminile"
- Novembre 2005: Margaret Mazzantini “Non ti muovere”
- Dicembre 2005: Elsa Morante “La storia” (1° incontro)
- Gennaio 2006: Elsa Morante “La storia”(2° incontro)
- Febbraio 2006: Isabel Allende “Zorro”
- Marzo 2006: Gioconda Belli “La donna abitata”
- Aprile 2006: Nadine Gordimer “Nessuno al mio fianco”
Secondo ciclo: autori russi
- Maggio 2006: Cecov “La steppa”
- Giugno 2006: Dostoevskij “Il giocatore”
- Luglio 2006: Bulgakov “Il Maestro e Margherita” (1° incontro)
- Settembre 2006: Bulgakov “Il Maestro e Margherita” (2° incontro)
Terzo ciclo: gli autori nordici
- Ottobre 2007: Peter Hoeg “Il senso di Smilla per la neve”
- Novembre 2007: Arto Paasilinna “Il figlio del dio del tuono”
- Gennaio 2007: Bjòrn Larsson “Il porto dei sogni incrociati”
Quarto ciclo: gli autori francesi
- Febbraio 2007: Stendal “La Certosa di Parma”
- Marzo 2007: A.Dumas “Il Conte di Montecristo”
- Aprile 2007: G. de Maupassant “Bel Amì”
- Maggio 2007: J.P. Sartre “Il muro”
- Giugno 2007: A.Camus “Lo straniero”
A partire dal mese di settembre del 2007 abbiamo intrapreso un percorso un po' più impegnativo. Abbiamo infatti deciso di partire per un “Giro letterario d’Europa”, un viaggio che ci sta portando a leggere un libro per ogni paese del continente europeo, prediligendo i “classici” dell’ ‘800 e del primo ‘900 (ma non solo).
Giro letterario d’Europa:
- Agosto 2007: Thomas Mann “I Buddenbrook” (Germania)
- Settembre 2007: Virginia Woolf “Gita al faro” (Inghilterra)
- Ottobre 2007: Ivo Andric “Il ponte sulla Drina (Serbia)
- Novembre 2007: Selma Lagerlof “L’imperatore di Portugallia” (Svezia)
- Gennaio 2008: Cervantes “Don Chisciotte” (Spagna)
- Febbraio 2008: Kafka “Il processo” (Rep. Ceca)
- Marzo 2008: Karen Blixen “Racconti d’inverno” (Danimarca)
- Aprile 2008: James Joyce “Gente di Dublino” (Irlanda)
- Maggio 2008: Sigrid Undset “La saga di Vigdis” (Norvegia)
- Giugno 2008: F. Molnàr “I ragazzi della Via Paal” (Ungheria)
Negli ultimi due mesi abbiamo anche raggiunto il record di presenze: ben 10 partecipanti!!!
ATTIVITÀ VARIE:
- 12 maggio 2007: visita alla Fiera Internazionale del Libro a Torino (5 partecipanti)
- 31 ottobre – 5 novembre 2007: viaggio a Istanbul sulle orme di Orhan Pamuk (5 partecipanti)
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