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martedì 2 aprile 2013

Incontro del 27.03.2013 - Venuto al mondo


“Venuto al mondo” è un libro pieno di argomenti non facili: amore e odio,  felicità e disperazione, fertilità e sterilità,  guerra e pace, violenza, stupro, pulizia etnica…
All'inizio sembra  la storia di una madre che – insieme al figlio sedicenne Pietro  – va alla ricerca di un pezzo del suo passato; una retrospettiva, il ricordo di una storia d’amore tra Gemma e Diego, due persone molto diverse per educazione, estrazione sociale e cultura. Ma piano piano il racconto prende una piega sempre più “pesante” e drammatica.  C’è la ricerca disperata di una maternità negata che porta la coppia Gemma/Diego a diversi tentativi di inseminazione assistita (e fallita) e persino all'accettazione di un possibile “utero a noleggio” in Ucraina e poi a Sarajevo, città bosniaca dove i due si erano conosciuti anni prima.  Oltre a Gemma e Diego la Mazzantini ci fa conoscere (e capire) alcuni abitanti di Sarajevo: tra l’altro l’amico e  poeta bosniaco Gojko, sua madre Mirna e sua sorella Sebina e infine la musicista-punk Aska  che accetta di affittare il suo corpo per permettere a Gemma e Diego di avere un figlio…
Ma la Mazzantini ci racconta in questo libro più della lovestory  di Gemma e Diego, e anche più della nascita (“venuta al mondo”) del figlio Pietro. Ci racconta uno dei capitoli più drammatici e brutti della storia recente dell’umanità: lo scoppio della guerra nella ex-Jugoslavia e soprattutto  l’assedio di Sarajevo all’inizio degli anni ’90.
La lovestory in se non ha convinto fino in fondo i partecipanti durante l’ultimo incontro del nostro GDL.  Non per tutti era comprensibile l’attrazione quasi fatale tra la giornalista piccolo borghese Gemma e il fotografo ex-drogato e tifoso ultrà Diego, e neanche la loro quasi “malata” ricerca di un figlio.  Quello che ci ha colpito di più invece era la capacità della Mazzantini di raccontare, attraverso le vicende quotidiane, i pensieri e i sentimenti dei singoli protagonisti  le atrocità di cui sono capaci gli esseri umani  e che sono successe in quel periodo a Sarajevo: stupri collettivi, pulizie etniche, uccisioni mirate di civili (anche bambini) da parte dei cecchini che per puro divertimento miravano alle nuche delle persone che si muovevano come fantasmi nelle strade di Sarajevo alla disperata ricerca di cibo, di acqua, di legna per riscaldarsi durante i lunghi inverni dell’assedio.
Se Margaret Mazzantini è stata duramente criticata dal nostro GDL per il suo libro/bestseller “Non ti muovere” (che era il primo libro in assoluto che avevamo letto insieme quasi sette anni fa e che non era piaciuto a nessuno dei partecipanti dell’epoca) questa volta l’autrice è stata, almeno dalla maggior parte dei presenti, ampiamente rivalutata.
Giudizio di tutti: Un libro da leggere.

P.S.: La nostra Elaine, che non ha letto “Venuto al mondo”,  per farsi perdonare ci ha addolcito la serata con una buona torta che lei chiama “La fantastica torta della zia di Montevarchi” e  di cui ci ha dato anche la ricetta.
Eccola:
2 uova
200 gr zucchero
300 gr farina
6 cucchiai olio d'olivo
1 limone o arancio, scorza grattugiata e succo
12 cucchiai di latte
1 bustina di lievito per dolci.
In forno per circa 30/40 minuti a 200C


(Helga per il Gruppo di lettura)

martedì 9 novembre 2010

Buon compleanno Gruppo di lettura


Il 9 novembre di 5 anni fa aveva luogo il primo incontro del Gruppo di lettura. Per la prima volta un gruppo di persone accomunate dall'amore per i libri, si riuniva nella Biblioteca di Ziano per discutere di un libro scelto in precedenza da loro stessi.
Presenti: Emiliana P., Fiorenza, Marinella C., Claudia R., Renato G. e Helga H.. Libro della serata: "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini
Il libro viene "bocciato" da tutti. La storia è poco credibile, raccontata male, piena di stereotipi e viene addirittura definita come una telenovela dell'orrore. Soprattutto ci si chiede come abbia fatto una donna a raccontare una storia del genere.

Renato dice che "come nei film western la donna indiana deve morire".
Helga è scioccata dal fatto che "lo stupratore viene quasi giustificato".
Per Marinella è "una storia di ossessione e di oppressione raccontata male, anche se lo stile è scorrevole e leggibile".
A Emiliana non è piaciuto nemmeno lo stile perché pieno di frasi contorte.
Claudia dice che "il film era anche peggio".
Insomma nessuno dei presenti rileggerà mai questo libro e non lo consiglia. Fiorenza che non lo aveva letto non lo leggerà di sicuro.


Per la stesura di questo post si ringrazia Helga H. che ci ha messo a disposizione il diario cartaceo che teneva all'epoca.